La Pommeliè, il sidro in Italia!

la pommeliè

Di seguito potrete leggere un articolo scritto da Monika Sut, prima donna pommelier italiana certificata dalla ACA (American Cider Association). Monika ha scoperto nel sidro un’ottima alternativa al vino, che non ama molto, e si è appassionata al fermentato di mele, non solo, al punto di conseguire la certificazione sopra menzionata, ma anche di, aprire un canale instagram (La Pommeliè) attraverso cui divulgare la cultura del sidro.

La storia del sidro in Italia, sebbene meno conosciuta rispetto ad altri paesi europei, è antica e sta vivendo una rinascita recente. Questa bevanda fermentata a base di mele è tradizionalmente prodotta e consumata in alcune regioni del nord Italia.

In Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Veneto, la coltivazione delle mele ha sempre avuto grande importanza. Queste aree, con il loro clima e terreno favorevoli, hanno sviluppato la produzione di sidro nel corso dei secoli. In Trentino-Alto Adige, in particolare, le influenze austriache e tedesche hanno contribuito alla diffusione del sidro, chiamato localmente “Apfelwein” o “vino di mele”.

Negli ultimi anni, l’interesse per il sidro in Italia è cresciuto notevolmente, con un aumento della produzione artigianale e una maggiore richiesta da parte dei consumatori. Questo rinnovato interesse è stato alimentato dalla riscoperta delle tradizioni locali e dalla valorizzazione dei prodotti agricoli italiani.

Oggi, diverse piccole aziende agricole e produttori artigianali in queste regioni producono sidro di alta qualità, utilizzando varietà di mele locali e metodi tradizionali. Questo ha portato a una maggiore visibilità del sidro italiano sia a livello nazionale che internazionale.

Tuttavia, quando si parla di sidro in Italia, permangono pregiudizi e stereotipi alcolici. La mancanza di conoscenza genera diffidenza, e l’obiettivo è quello di ridurre questo divario.

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Il sidro ha già delle proprie caratteristiche e normative che ne regolano la produzione nelle regioni europee dove è considerato una bevanda tradizionale. In Italia, anche se meno diffuso, il sidro di mele è soggetto alle normative generali sulla produzione di bevande alcoliche. In alcune regioni, come il Trentino-Alto Adige, esistono regolamenti locali che garantiscono la qualità del prodotto, proteggono i consumatori e promuovono le tradizioni locali.

I produttori italiani di sidro enfatizzano diverse caratteristiche per distinguere i loro prodotti. Una delle principali è l’uso di varietà di mele locali, che conferiscono al sidro un gusto unico e legato al territorio. Inoltre, molti produttori puntano sulla qualità artigianale, utilizzando metodi di produzione tradizionali e naturali, spesso evitando additivi e conservanti.

Al momento, in Italia non esiste un vero e proprio stile comune per il sidro. I produttori che hanno intrapreso questo percorso stanno sperimentando e creando sidri di alto livello, e stiamo felicemente vivendo questo processo di evoluzione.

“Una volta che ho spalancato la finestra sul sidro, mi si è aperto davanti un mondo. Ci sono le mele acide e tanniche, quelle profumate e dolci… bisogna interpretare le vocazioni del territorio”, afferma Maley, uno dei pionieri del settore. “Alcune delle mele che uso non hanno ancora un nome. Non è stata fatta ricerca da inizio Novecento: stiamo scrivendo una pagina bianca”.

Queste parole di Maley, uno dei primi produttori di sidro italiani, ci aiutano a comprendere meglio la situazione attuale e il futuro promettente del sidro italiano.

Se vuoi essere parte di questa rinascita del sidro e goderti il percorso insieme a noi, ora è il momento giusto!

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